Il ritorno

scritto da Sila
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Autore del testo Sila

Testo: Il ritorno
di Sila

Tornavo, già mirando all’orizzonte

la prima fila di colli lontani.

Guardavo e non vedevo, ma guardando

t’immaginavo di nuovo sereno.

 

E la mia mente come quella bruma

l‘indefinito liquida abbracciava,

e muta al canto e triste di pianto

parole non voleva dirmi più.

 

Scesi, e sul sentiero passeggiai

scosso da un vento di nevi lontane

con un sospetto di pioggia d’aprile

scrutando monti che ormai non vedevi.

 

Strusciai le foglie di timo serpillo

e risentii ancor acre l’aroma

delle tue dita, e del pelargone

che mi porgevi per farmi odorare.

 

Arrivò di traverso una folata

e fracassò la brocca dei pensieri

che con tumulto si precipitarono

fuori da me nel vortice spauriti.

 

Farti restar con me volevo, ma

forte pulsava nel sangue il dolore.

Chi fosti tu, e chi io, non sapevo,

cercai risposta in un cielo già scuro.

 

In alto lo sparviero volteggiava,

e il cane l’aria gelida fiutava.

Dicesti della gatta, ricordai:

“Lei vive, e di morte non si cura”.

Il ritorno testo di Sila
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